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Categoria: News

Il lupo delle fiabe è cattivo?

Spesso il lupo è paragonato ad una figura di paura, nelle fiabe, soprattutto è il cattivo che distrugge la casa dei poveri porcellini e che se li vorrebbe mangiare, oppure in cappuccetto rosso che ingordo e cattivo si divora la nonna.
Gli animalisti e non solo si muovono in difesa di questo animale, anche in via di estinzione, per tanto tempo bullizzato.
Sicuramente hanno ragione, non esistono animali cattivi, così come squali e orsi, essi si comportano in natura per una loro esigenza di sopravvivenza, avvicinarsi a questi animali è pur sempre pericoloso, ma non per questo sono divoratrici di nonne e bambini.
La paura è un’emozione molto importante, i bambini per primi ne vengono a contatto sin dai primi mesi di vita, nella stanza al buio, lontani dai genitori, lasciati al nido per la prima volta.

Il lupo in questo caso è solo una metafora, ma quello che la fiaba vuole insegnare è che esistono le paure e vanno affrontate.

Tutti noi genitori vorremmo che i nostri figli non dovessero mai trovarsi di fronte alla paura, ma purtroppo non possiamo sostituirci a loro e dovranno affrontare queste emozioni superandole e quindi crescere.
Ecco che il bambino si identifica in cappuccetto rosso nella sua emozione di paura e sopratutto nel superamento di essa.

I bambini vogliono ascoltare storie di paura, sperimentando e superando con le storie altrui, senza esserne coinvolti personalmente.

Nei primi anni di vita il bambino inizia a conoscere l’ambiente circostante, dove il mondo appare caldo, amorevole e sicuro giustamente protetto dalle nostre attenzioni, ma con la crescita e lo sviluppo il bambino entra a contatto con ambienti esterni, sperimentando e arricchendo il proprio bagaglio emozionale, ecco che comincia ad interagire e confrontarsi con esperienze reali e non più sotto la nostra ala protettrice, rendendoli man mano più forti e solidi.

Quindi rispondendo alla domanda di prima, Il lupo delle fiabe è cattivo?

Certo è importante che lo sia, solo in questa maniera il bambino riconosce la paura, la comprende e la supera.

La musica per neonati

La musica aiuta e potenzia la capacità di concentrazione, ed aggiunge un nuovo elemento alla conquista dell’ordine interiore e dell’equilibrio psichico del bambino”
(Maria Montessori)

Tre Aprile Duemilaventuno,

 

Una ninna nanna speciale per i neonati del Policlinico di Bari è stata suonata in corsia da uno dei medici specializzandi di Ginecologia e Ostetricia, il 26enne Mauro Maiorano, medico e violinista diplomatosi nel 2015 al Conservatorio di Foggia. Al primo anno del corso di specializzazione.

Il 26enne ha voluto fare questa dedica musicale alle degenti presenti in reparto come regalo di Pasqua: “un buon auspicio per tutte le nascite e le rinascite”, dicono dal Policlinico in un post su Instagram con il video della dedica musicale alle mamme e ai piccoli sulle note della “Ninna nanna” di Brahms.”Tutte le neo mamme hanno apprezzato i brani eseguiti”, racconta il direttore della clinica, il professor Ettore Cicinelli. 

https://www.ilmattinodifoggia.it/video/la-tv-del-mattino/53573/la-ninna-nanna-per-i-neonati-di-bari-dal-medico-violinista-diplomatosi-al-conservatorio-di-foggia.html

Ero piccola, avevo forse tre anni, è un ricordo indelebile grazie anche a qualche foto e qualche filmato che me lo riporta alla mente. Seduta in cucina con il mio piattino davanti a me ed un giradischi a fianco. I miei mi raccontavano che a tavola sembravo annoiata e facevo fatica a mangiare, ma quando ascoltavo la musica mi distraevo ed il piatto, in poco tempo, era pulito.

Molti studi hanno confermato quanto i neonati siano sensibili ai rumori ed alla musica, soprattutto alla musica che apporta benessere ed equilibrio ai neonati. Grazie ad essa i neonati riescono a rilassarsi ed a sentirsi al sicuro.

E’ stato dimostrato inoltre che esiste una correlazione fra la qualità degli stimoli musicali somministrati ai bambini e la loro stessa intelligenza: la musica, infatti, permette ai neonati di andare incontro ad un completo e precoce sviluppo neurologico rispetto ai bambini che non l’ascoltano.

Il volume:è molto importante per rispettare l’udito del bambino, deve essere regolato in base alle sue reazioni.

Quando: non c’è un momento ideale di quando ascoltarla, la sera sicuramente li può rilassare ed 

“ accompagnarli “ al sonno, ma durante il giorno potremmo scegliere dei brani movimentati e ci gustiamo i loro movimenti e smorfie seguendo il ritmo.

Il neonato è piccolo solo nelle dimensioni ma per l’assimilazione di diversi linguaggi è sicuramente più grande di noi.

Non limitiamoci solo all’ascolto di semplici canzonette, ma scegliamole di qualità, anche complessa, che sia varia e se dovesse richiederla per diverse volte fino allo sfinimento, accontentiamolo.

Quale: Ottima è la musica classica o jazz così come quella popolare, ma sbizzarritevi, se  genitori non amate Bach o Mozart, Marsalis o Gillespie la vostra noia arriverà anche al bambino.

https://quimamme.corriere.it/neonati/sviluppo/musica-neonati-stimola-sviluppo

https://www.metodomontessori.it/attivita-montessori/attivita-0-12-mesi/musica-per-neonati

“Non si deve insegnare la musica ai bambini per farli diventare grandi musicisti, ma perché imparino ad ascoltare e, di conseguenza, ad essere ascoltati.”
Claudio Abbado

 

IL CUSCINO PER ALLATTAMENTO E NON SOLO

Fedez sdogana i cuscini per allattamento tra gli uomini

E se lo dice Fedez allora ci crediamo.

Sicuramente le nostre nonne ci direbbero che non ne abbiamo bisogno, loro ne hanno fatto a meno e, diciamocelo, lo hanno fatto anche molto bene.

Ma nella società odierna, sempre più veloce e stressante, questo supporto sta diventando un valido aiuto per il rilassamento, perciò è oggi molto usato.

E’ un toccasana durante la gravidanza, ci permette di dormire sul fianco con qualcosa sotto la pancia e uno spessore tra le cosce alleggerendo così la zona lombosacrale e del bacino, alleviando il peso dello stomaco, il mal di schiena e il gonfiore alle gambe.

Cose non da poco.

Ora entriamo nello specifico.

Il cuscino avvolge il bambino durante la suzione, alleviando il peso di braccia, spalle e collo.

Devi sapere che la postura del corpo ha un’effetto diretto sul funzionamento dell’organismo, alzando o diminuendo le attività del sistema nervoso simpatico, quindi importante è favorire una buona postura nelle posizioni che dobbiamo mantenere a lungo.

Specialmente nel primo periodo, quando il poppante deve ancora imparare l’arte della suzione, ci troveremo a passare diverso tempo in una posizione estremamente bella, emozionante, ma alle volte stancante, motivo per cui riuscire ad avere un braccio libero diventa di vitale importanza.

Ed ora parliamo delle funzione che questo cuscino avrà successivamente alla fase dell’allattamento.

Posizionato nella culla diventa un utile paracolpi per un buon sonno garantendo una protezione sicura.

Chiuso a nido crea una culla di contenimento lasciando spazio al viso e alla testa del bimbo.

Posizionato vicino a te, lo puoi tenere a stretto contatto visivo.

Una volta che il poppante inizia ad avere le prime posizioni semi erette, diventa un ottimo appoggio.

Anche se chiamato “cuscino per allattamento” il suo utilizzo non è limitato solo a questa specifica funzione ma si presta ad essere usato non solo dal bambino, ma come supporto per la lettura o come comodo cuscino sul divano per la mamma.

Lo consiglio vivamente!

In commercio se ne trovano di diverse tipologie: forma, colore, per tessuto, fattura, anche l’imbottitura è molto importante e naturalmente, il prezzo.

A queste variabili noi dobbiamo dare la giusta importanza, dico questo perché il nostro “Koala” ci avvolgerà per lungo tempo.

Qualsiasi siano le tue esigenze credo che sia importante privilegiare i tessuti naturali visto che il corpo, in specie quella del piccolo neonato, potrà essere anche per diverse ore a contatto col cuscino.

Ho fatto molte ricerche per avere le risposte alle mie domande e ai miei dubbi, ma per migliorarmi sempre ho bisogno anche dei vostri consigli.

A questo punto buon allattamento e come dice Fedez “Ogni donna dovrebbe essere libera di allattare o meno senza sentirsi colpevole o sbagliata in un momento così delicato come la post-gravidanza”.

E su questo pensiero io mi trovo pienamente d’accordo, non sentitevi sbagliate, non esiste una mamma perfetta come non esiste una mamma sbagliata, ogni mamma è giusta in quello che fa per il suo bambino.

QUANDO DORMIRE BENE DIVENTA INDISPENSABILE

Quante volte ci svegliamo già stanche e affrontare la giornata ci sembra quasi impossibile da ipotizzare?

In questo periodo ancor di più sommersi da mille problemi e pensieri.

Spesso in aiuto ci vengono incontro materiali che, se usati nel modo migliore, possono contribuire al nostro benessere.

Per vivere in maniera più naturale è sempre bene avvicinarci a fibre naturali come cotone, lana, seta, materiali che a contatto con la pelle non creino allergie e problemi di irritazione: ma quali scegliere?

Il cotone, ad esempio, non sempre è coltivato in maniera naturale, infatti per ricavare dalle coltivazioni grandi quantità di prodotto a prezzi bassi, si fa sempre più uso di pesticidi.

L’alternativa è Il cotone organico che si differenzia dal classico perché viene coltivato attraverso un sistema di produzione biologico, in altre parole non vengono utilizzate sostanze chimiche in nessuna fase della produzione del filato e durante la sua lavorazione. Sono permessi solo fertilizzanti vegetali, insetti antagonisti per eliminare i parassiti e semenze che abbiano subito almeno quattro germinazioni senza trattamenti chimici. Inoltre le erbacce vengono eliminate con processi meccanici e non vengono utilizzati OGM (organismi geneticamente modificati). Perché possa essere considerato tale, è necessario che gli venga riconosciuta una certificazione da enti terzi. Tra le regole necessarie per ottenere questa attestazione, è indispensabile che il cotone organico componga la fibra per almeno il 95%, mentre il restante 5% può contenere fibre naturali non certificate o sintetiche. Purtroppo il “cotone organico italiano”, non esiste perché noi non lo produciamo! I principali produttori di questi filati sono India, Turchia, Siria, Tanzania, Cina, USA, Uganda, Perù, Egitto e Burkina Faso.

E’ vero, una produzione biologica ha il prezzo di produzione più elevato e quindi prodotti più cari, ma questo può essere considerato un investimento sulla nostra salute e non solo, ci sono infatti notevoli vantaggi per questa coltivazione sia per l’ambiente che per i lavoratori

  •  Non vi è inquinamento causato da prodotti chimici durante la lavorazione, quindi è un’ottima fibra ecosostenibile
  •  Viene impiegato il 91% in meno di acqua per irrigare i campi
  •  Si risparmia il 62% di energia primaria
  •  Vi è il 26% in meno di arricchimento eccessivo di sostanze nutritive da parte dell’ecosistema
  •  Si riduce il 70% delle emissioni che causano l’acidificazione Tutti questi dati si riferiscono al confronto tra il cotone biologico e quello tradizionale.
  •  Lavoro controllato: i salari sono adeguati e vengono rispettati i diritti dei dipendenti.
  •  Non stanno a contatto con sostanze chimiche e/o tossiche che possono, a lungo andare, causare gravi danni alla loro salute.
  • Voglio ora parlarvi di una fibra ancora poco conosciuta e usata ma che mi ha affascinato sin dal suo primo contatto cioè il Kapok Capoc, Bambagia di kapok, Lana di kapok, Lana vegetate, Bambagia delle Indie. Kapok, Silk cotton, Vegetable down, Bombax cotton – Kapok, Ouate vegetale – Kapok, Bombax-wolle o brevemente Kapok

Così viene chiamata la bambagia ottenuta dai frutti di diverse piante coloniali appartenenti alla famiglia delle Bombacee, che si trovano principalmente nelle Indie orientali, in Malaysia, ed anche nell’America centrale, Antille, America meridionale e nell’Africa.

I suoi frutti (capsule di color bruno all’esterno quando sono maturi) sono lunghi 8÷15 cm divisi in 5 logge e la loro buccia è tappezzata internamente da un’ abbondante bambagia che quasi li riempie e che avvolge quindi i numerosi semi contenuti in essi. Quando sono maturi si distaccano dall’albero con una pertica munita di una lama all’estremità; si aprono e si toglie la bambagia interna, la quale, sbattuta a mano o con macchine battitrici, viene separata dai semi che servono per la preparazione dell’olio.

La bambagia di kapok è formata da fibre molto corte e difficili da essere tessute, ma è molto utilizzata per piumoni, cuscini e materassi. Essendo una fibra molto soffice e voluminosa, per le imbottiture ne viene utilizzata molto meno rispetto a varie ovatte.

Esistono in commercio varie sofisticazioni ma facilmente riconoscibili.L’albero del kapok ed i suoi frutti furono considerati sacri per i Maya, che credevano vi salissero i morti per raggiungere il cielo.
In medicina popolare, la resina, le foglie e la corteccia vengono utilizzati per il trattamento di dissenteria, febbre, asma, malattie renali, mentre il legno è ottimo per realizzare case e sculture, le fibre sempre più spesso per cuscini per allattamento.

Questa meravigliosa fibra, ha tantissime proprietà

100% naturale, non è trattata chimicamente in nessuna fase di lavorazione, dalla raccolta alla cardatura. Infatti cresce spontanea, non viene addizionata di fertilizzanti o pesticidi, ed è raccolta a mano e poi lavorata senza aggiunta di sostanze chimiche.Anallergica, antimicrobica, e resistente agli acari della polvere. Sana, perché non contiene nessuna sostanza chimica e respinge l’umidità e antimuffa.Igienica, perché si può lavare con acqua tiepida e sapone di marsiglia e fatta asciugare al sole.

Inodore.

In caso di mal di testa mal di collo e stress, è molto indicato.

Riduce il rischio di allergie.

Favorisce il sonno.

Respinge l’umidità.

E’ fresco e traspirante.

Una curiosità, dalla corteccia e dalla resina si estrae un’essenza; sembra che assumere sole 7 gocce diluite in acqua, alla mattina e alla sera, possa dare sollievo per Rassegnazione, Apatia, Mancanza di Impegno.

E’ molto importare ricordare che essendo una fibra spontanea non necessita di coltivazioni intensive, non vengono utilizzati pesticidi e fertilizzanti, consentendo uno smaltimento biologico naturale.

Scegliendo questa fibra si contribuisce alla tutela del nostro ecosistema.

Per mantenere a lungo il prodotto in ottime condizioni ti rivelo alcuni consigli.

Ogni 4/5 mesi ti consiglio di asciugarla nell’asciugatrice per 15/20 minuti, se non l’avete basta esporla all’aria per qualche ora.

Essendo antibatterico e ipoallergenico di natura non è necessario lavarlo troppo spesso, se necessario lavare a 30° senza ammorbidente, è necessaria un’asciugatura completa, essendo una fibra a forma cava trattiene molto l’acqua , di conseguenza bisogna accertarsi che non rimanga umida.

Che dire , penso che solo quando avrai un approccio con questa fibra ti renderai conto delle sue proprietà.

Io la consiglio, l’unica nota dolente che devo rivelare, è che può dare dipendenza.

 

 

Perché leggere ai bambini

Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo.
Gianni Rodari

Perché leggere ai bambini

Che magia la sera per i genitori, dopo una dura, pesante giornata tra lavoro, spesa da fare casa da sistemare, il pranzo o la cena da preparare e mille altre cose, mettere a letto il bambino prendere un libro e cominciare a leggere una storia tra i tuoi sbadigli sempre più profondi e le sollecitazioni del piccolo uditore ad andare avanti.

A volte lo stesso libro della sera precedente e di quella ancora prima. Gli occhi attenti, le orecchie aguzze aspettando la frase successiva, la magia della strega cattiva, il bacio del principe o la sorte dei fratellini alla ricerca delle briciole di pane lasciate sulla via di casa.
Attenti come se la favola fosse del tutto sconosciuta.

A volte ci sentiamo fare delle domande un po’ inattese: Mamma perché cappuccetto rosso, entrando nel bosco da sola, non aveva con sé il telefonino per poter avvisare la nonna?
Perché Cenerentola non ha dato al Principe Azzurro il suo numero di telefono?
Sì i tempi sono molto cambiati da quando noi eravamo piccoli e con essi anche le favole, un po’ alla volta, stanno cambiando, proprio per essere al passo coi tempi.

Questo non ci deve spaventare perché la favola è sempre stata e sempre sarà un mondo immaginario dove tutto può succedere, e per fortuna una via di fuga dal mondo reale.

Leggere ad alta voce ai bambini fin dalla più tenera età è una attività molto coinvolgente e rafforza la relazione adulto-bambino. I pediatri indicano che la lettura condivisa durante i primi 3 anni di vita è la cosa più importante che i genitori possono fare per sostenere lo sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino. Un bambino che riceve letture quotidiane acquisirà un vocabolario più ricco, avrà più immaginazione, si esprimerà meglio e sarà più curioso di scoprire il mondo.

Leggere a bassa voce è piacevole, crea l’abitudine all’ascolto, aumenta la capacità di attenzione e accresce il desiderio di imparare a leggere quando il bambino sarà più grande.

Non dimenticate che la vostra voce è magia per il bambino. L’elemento che più conta è lo stare insieme e condividere la lettura in famiglia.

La gravidanza è il tempo dell’attesa

La gravidanza è un evento fondamentale del processo maturativo della donna.
Per le nostre mamme, ancor più per le nostre nonne, pareva essere un destino ineludibile, dopo il matrimonio, era l’unica via per la realizzazione femminile.
Le due cose erano una conseguenza dell’altra.

Ora decidere di avere un figlio nasce perlopiù da un progetto, il desiderio di diventare genitore.
Una decisione importante alla quale a volte ci si arriva spontaneamente dopo aver valutato a fondo i possibili, inevitabili cambiamenti della quotidianità. Il lavoro professionale e la conseguente gestione del bambino, la casa, l’organizzazione degli spazi, il nido, i nonni. Sono pensieri che a volte non fanno dormire.

Oggi, in questo periodo di Covid, i dubbi, i pensieri sono ancor maggiori.
Le donne, le future mamme sono molto preoccupate nel caso dovessero contrarre il virus.
A questo proposito risponde la Società Italiana di Neonatologia confermando che la mamma positiva ha un rischio bassissimo di contagiare il neonato.

Molte sono le domande sulle esperienze di maternità delle madri affette da COVID_19

Il COVID Mothers Study risponde a queste domande:
C’è stata separazione dal bambino alla nascita?
Le è stato permesso di avere un contatto pelle-a-pelle nella prima ora dopo il parto?
Le è stato permesso di allattare direttamente al seno il suo bambino?
Le è stato proposto il lavaggio del seno? Ha avuto difficoltà ad allattare?
Il suo bambino è risultato positivo all’infezione da COVID-19?
In tal caso, qual è stato il decorso della malattia del bambino?

Lo studio mirava, inoltre, a comprendere gli effetti dell’allattamento sulla trasmissione virale e sulla gravità della malattia nei bambini più grandi.

Molte donne positive al Covid, vivono con apprensione questo importante e magico momento ma da questi studi si vede che, con le dovute precauzioni, è da consigliare il contatto già dalla prima ora dal parto, così come è consigliato l’allattamento al seno.

In conclusione si può dire, anzi, si deve dire che
“Il Covid-19 non deve separare mamma e neonato”

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https://www.triesteprima.it/benessere/salute/covid-mothers-study-sin.html

https://projects.iq.harvard.edu/covidmothersstudy/lo-studio-1

Cambiamo noi la storia

….E più il tempo passava più il mio corpo cambiava, cambiava il mio camminare, lo stare seduta o sdraiata, il mio appetito. Tutto era diverso. I miei cibi preferiti li scostavo per avvicinarmi a quelli fino ad allora, per me, più improbabili. Il caldo, il caldo sempre atteso e amato era in quel momento insopportabile, non un mio alleato. Il caldo cresceva e con esso la mia pancia. Ma quanto crescerà questa pancia? E il caldo aumentava sempre più, e la mia sopportazione alla situazione diminuiva.
Ma ne vale la pena soffrire così?

Poi il giorno del parto arriva. Finalmente!!! Dai, poco tempo e poi tutto passa. Poco tempo, forse non proprio poco, ma ormai son qui ed è quasi fatta.
Un vagito e tutte le preoccupazioni passano, passano all’istante i dolori, più o meno, e questo vagito ora lo stringo fortemente a me, e sì, tutto passa.
Ne valeva la pena.

Finalmente lo vedo, lo stringo, lo respiro. Sarò una buona mamma? Saprò dargli tutto di cui avrà bisogno? Capirò ciò di cui avrà bisogno?
Non so ma spero, credo di sì, cresceremo insieme ed insieme affronteremo tutto ciò che verrà.
E questa sarà la nostra storia.

“Se cambiamo l’inizio della storia, cambiamo tutta la storia”

Il 23 maggio del 2018 a Ginevra si è discusso sull’importanza di investire sempre più risorse sui bambini dal momento della gravidanza ai primi tre anni di vita. Investire sull’educazione, salute, educazione precoce, educazione sociale.

Il documento esorta governi, società civile, privati e servizi pubblici, a cooperare lavorando insieme per dare a tutte le bambine e tutti i bambini la migliore partenza possibile.
Investire nell’infanzia infatti è uno dei migliori investimenti che un paese può fare per promuovere una prosperità condivisa, creare il capitale umano, far crescere l’economia e combattere la povertà e le disuguaglianze.
Il nostro cervello è molto “plastico” nei primi tre anni di vita, è quindi molto sensibile a ciò che gli accade intorno. Lo sviluppo del cervello quindi non dipende solo dalla genetica ma anche dall’ambiente in cui cresce.

Attività come il gioco, l’ascolto di una voce o della musica, la lettura di una storia, fare sport, disegnare etc…. per il nostro cervello sono un vero nutrimento. Un papà, una mamma che gioca insieme al bambino fa nascere tra loro una complicità che rimarrà indelebile negli anni. Privare un bambino di queste esperienze, di questi stimoli vuol dire ritardare o limitare la sua crescita.

Queste pratiche possono risultare semplici, quasi banali nella loro essenzialità, ma incidono e cambiano profondamente la “storia” delle bambine e dei bambini, e anche dei grandi.

Lo so questo documento è veramente un bel mattone ma vi invito a leggere.
Sono 40 pagine ma assolutamente interessanti!
Questo il link del documento tradotto in italiano »

Buona lettura e… buoni vagiti!

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