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La copertina, morbida e leggera, diventerà un’inseparabile coccola nella crescita del tuo bambino. Colorata e personale, lo accompagnerà dalle passeggiate al parco alla nanna nella cameretta.

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Il disegno infantile

Chi di voi non ha un disegno del proprio figlio attaccato in bellavista in cucina o in ufficio, io personalmente ancora custodisco interi quaderni scarabocchiati, perché sono frutto di ricordi, le prime espressioni di linguaggio quando ancora verbalmente non c’erano.

Macchie di colore ai nostri occhi senza senso, ma se vi fermate un’istante e vi fate spiegare il disegno, rimarrete a bocca aperta.

Ho sempre amato il disegno sin da piccola, ho però maturato la consapevolezza del mio amore per la pittura solo in età adulta quando non riuscivo a staccare gli occhi da un quadro e mi si fermava il cuore facendo scendere una lacrima dai miei occhi.

“Il vero talento per il disegno si manifesterà spontaneamente, non si daranno lezioni intese ad aiutarlo, quelle cattive lezioni che, invece, potrebbero persino soffocare il naturale interesse”

(Maria Montessori).

Non so ma penso di essere affetta dalla sindrome di stendhal, in ogni caso, quando mia figlia per la prima volta iniziò a prendere in mano una matita e formare i primi tratti incerti ho subito messo a disposizione pennelli, matite colorate, carta e cartoncini.

Restavo emozionata ad ogni piccolo sviluppo, lasciandola libera di esprimersi in ogni direzione, spesso anche sui muri, ma non potevo biasimarla, lo facevo anch’io, in maniera un po’ più elaborata, ma sempre disegni erano.

Adoravo ogni disegno riuscendo perfettamente a capire la sua lingua espressiva.

I bambini hanno il vantaggio di essere liberi da schemi, non hanno paura dei giudizi negativi, è molto importante incoraggiare il bambino e farlo sentire sempre opportuno anche se disegna mari rossi e cieli colorati, avranno sicuramente una spiegazione, non lasciatevi influenzare dagli occhi di un’adulto ormai troppo cieco, fatevi spiegare il perché di certe soluzioni, il bambino sarà molto orgoglioso di accogliere la vostra richiesta spiegandovi tutto in maniere esaustiva, cosa che non succede più da grandi.

Poi arriva l’asilo e inizia tutto a cambiare. I maestri iniziano a valutare le singole “capacità” e a spingere i bambini a diventare tecnicamente sempre più “bravi” in ciò che fanno.

I disegni diventano più elaborati ma anche a globalizzarsi con il resto dei compagni, e se qualche particolare devia dalla normalità diventa parola di discussione. Le figure iniziano ad avvicinarsi alla realtà, la fantasia lascia posto alla tecnica e sarà un continuo: hai visto mio figlio come disegna bene? Il gatto assomiglia proprio ad un gatto! E quell’albero? Magnifico ha disegnato tutti i fiorellini rosa, è un pesco si vede benissimo! Così, un po’ alla volta, la fantasia e l’espressività lasciano pian piano posto alla tecnica, a volte un po’ fredda.

Sicuramente fa parte dello sviluppo ed è tutto normale, ma se, invece di influenzarli e spingerli a riprodurre fedelmente ciò che hanno di fronte, si lasciassero liberi di interpretarla come loro la vedono?  non sarebbe più bello ?
I primi tratti dei bambini sul foglio bianco mancano di ordine, non hanno ancora sviluppato la coordinazione tra mano, occhio e cervello, ma ci mettono tanta energia a volte coinvolgendo tutto il corpo, sono concentrati, per loro è uno sfogo terapeutico, successivamente capiscono la pressione data dalla mano, a creare linee rette o circolari.
Solo dai 3 anni in su inizierà a sperimentare altre forme e simboli, la mamma, il papà, così bravi a cogliere piccoli particolari che ci identificano, il nostro maglione preferito, quel ciuffo di capelli ribelle, è così sorprendente come i loro occhi siano così attenti a particolari quasi insignificanti per noi.

Non tutti i bambini iniziano a disegnare nei tempi di sviluppo stabilito, tuttavia non bisogna preoccuparsi, non serve insistere troveranno loro il momento giusto per iniziare.

Amo il disegno, ma sopratutto penso di amare quello che rappresenta, amo i pennelli e più sono consumati più li amo perché raccontano una storia, amo i colori adoro il profumo che rilasciano, se potessi li mangerei come fece Van Gogh che si dice andasse pazzo per il giallo tanto da mangiarlo direttamente dal tubetto, convinto che la felicità sarebbe entrato dentro di lui, non tutti sanno che invece il pittore era affetto da xantopsia una distorsione della percezione che gli faceva vedere il mondo intorno più giallo della realtà, da questo la sua ossessione per il colore giallo.

Allora se pensate che vostro figlio sia un artista eccezionale, o se amate sconsideratamente quel disegno vi segnalo un link dove avrete la possibilità di farvi creare una borsa o un accessorio con il disegno dell’artista, dateci un’occhiata, un’idea molto carina e geniale.
https://www.gazpacho.ink/mi-disegni/

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